Diego CREVATIN
STORIA DELLA COMPAGNIA ONGIA
La compagnia Ongia
nasce per merito di un gruppo di giovani, poco più che quattordicenni, che, ritrovandosi spesso assieme, diventano sempre più amici e fondano nel 1939 il primo nucleo della Compagnia dell’ONGIA.|
Questi ragazzi sono:
BERTOTTI Giovanni (Nino) BUSATTO Livio GABBIANO Giuseppe GABBIANO Lino GASVODICH Giglio GIORGINI Giuseppe MATASSI Giovanni (Nino) MATASSI Pietro (Rino) MICOR Ervino RONDI Giovanni SFETEZ Adelio (Idelio) STROECHER Ervino TAMBURINI Giuseppe TREMUL Giuseppe VALLON Eligio
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Subito dopo si uniscono:
BRAINI Dario BRAINI Dario (Darietto) BRAINI Fulvio GASVODICH Giuseppe GIAVITTO Aldo PIZZAMUS Edy POSTOGNA Orano RUSGNAK Innocente (Cente)
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Ma ci sono anche delle ragazze che animano la cosiddetta "Ongia de mule":
BERTOCCHI Ernilla BERTOTTI Silvia CATTAI Ester DERIN Nella FAIT Aldea GRASSI Stella MAIOLA Lidia OLENICH Brunilde PIZZAMUS Bruna PIZZAMUS Maria RAZZE Maria STEFFÈ Salve
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Il ritrovo della compagnia avviene presso il Bar "Gasvodich" (attuale Bar "Torino"). Scopo dell’allegra brigata è appunto quello di divertirsi e di passare assieme delle ore spensierate con l’aiuto di un buon bicchiere di vino e dei più genuini sentimenti di amicizia e di solidarietà. Ogni domenica, infatti, i membri della Compagnia escono assieme per fare delle lunghe gite a piedi attraverso i monti del muggesano (parte di queste località ora sono passate sotto la giurisdizione della repubblica di Slovenia) soffermandosi nelle più rinomate osterie ed "osmizze", dove danno prova delle loro alte capacità canore. Si va così cementando l’amicizia che resiste ai brutti e tristi momenti della guerra, che, nonostante la giovane età, coinvolge alcuni componenti la Compagnia (chi assolvendo gli obblighi tradizionali militari chi nei corpi partigiani). Purtroppo, terminata la seconda guerra mondiale, alcuni mancano all’appello lasciando così un vuoto incolmabile tra i loro amici che ritornati a casa ricompongono la Compagnia. In essa si sviluppa ulteriormente il desiderio di evasione, soprattutto per lasciarsi alle spalle le tristi esperienze belliche e per il desiderio di recuperare gli anni bui della gioventù sacrificati. La Compagnia si distingue per l’attività nel periodo carnevalesco, per le numerose gite, per gli scherzi e per il "morbin" dei suoi associati.
Forse più di qualcuno si sarà chiesto il significato del nome "ONGIA", ebbene il battesimo del gruppo come "Compagnia dell’Ongia" risale alla fine del 1939. Caso volle che un certo numero dei componenti la Compagnia, occupati – spesso come apprendisti, vista la giovane età – presso il cantiere navale "San Marco" di Trieste (molti anche nello stesso reparto), in occasione del carnevale del 1940, si trovano, per una botta ricevuta o un piccolo incidente sul lavoro, con un’unghia pesta … e siccome in dialetto muggesano unghia si dice "ongia" fu inevitabile individuare il gruppo come "QUEI DE L’ ONGIA" … . E quindi la Compagnia fu ben che battezzata.
Già nel 1946 la Compagnia organizza un gruppo mascherato con soggetto "I Pirati", allestendo anche un carro allegorico montato sul furgoncino di Giuseppe GASVODICH. Nel 1953 La Compagnia aumenta numericamente essendosi ingrossate le sue fila con nuovi giovani :
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APOSTOLI Fabio APOSTOLI Nedio BERTOCCHI Giuseppe BERTOTTI Ernesto (Erno) BRECEVICH Corrado BRESSAN Luigi CAINER Giacomo (Nini) DEPRETIS Gino DRIOLI Aldo FAIT Arturo FONTANOT Idilio FRAUSIN Sergio FUK Claudio LUCCA Iginio
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LUCCA Pietro LUCCHINI Vittorio MARCHIO Francesco (Franco) MARCHIO Rino MICOR Fabio NORBEDO Pietro POSTOGNA Bruno POSTOGNA Enzo RITOSSA Umberto SFETEZ Marcello SFETEZ Remigio STENER Paolo STEFFÈ Mario UBALDINI Vinicio
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Negli anni successivi ognuno si maschera in modo autonomo, senza un soggetto comune e fisso su cui basarsi, trattandosi di costumi improvvisati fatti di vecchi vestiti in disuso arrangiati per l’occasione.
La Compagnia, avendo già un proprio peso nel panorama del carnevale, in previsione del "I° Carnevale Muggesano" (organizzato nel 1954 dall’allora sindaco Giordano Pacco), decide di affiancare alle spontanee nonchè variopinte e spesso, causa l’elevato "tasso alcolico", divertenti e stonate esibizioni canore (N.d.R.: "cantade de osteria") un accompagnamento musicale per il periodo strettamente carnevalesco. Si fonda così verso la fine del 1953 la BANDA DELL’ONGIA. Le prime prove del complesso bandistico si tengono presso la trattoria "alla Primavera" nei mesi antecedenti alla prima sfilata di quel lontano martedì 2 marzo 1954.
Il carnevale che più è rimasto nella mente di tutti "veci" dell’Ongia è senz’altro quello del 1956 in cui il pennello della colla si gela sulle figure di cartapesta in costruzione. La sfilata si svoge, a tratti anche ad una temperatura, a meno 12 °C. davanti a non meno di 30.000 spettatori che riescono con il loro entusiasmo a riscaldare almeno l’animo della Compagnia, anche se qualcuno è più interessato ad un’altra forma di … "spirito", infatti il suonatore del bassotuba per riscaldarsi ed innalzare lo "spirito" di gruppo dei compagni durante il corso mascherato nasconde nello strumento un "… dopio de vin …".
Dopo aver allestito i carri allegorici in varie cantine, sparse per Muggia, ed in condizioni disagevoli tra umidità ed oscurità, freddo e soffitti bassi, si rende necessario il reperimento di una sede adeguata, sia per il ritrovo della Compagnia e la preparazione dei carri allegorici che per le prove del complesso bandistico. La Compagnia dal 1968 ha la propria sede a Muggia in Calle dei Pancera n.° 6. La "Cantina", come viene affettuosamente chiamata, viene ristrutturata la prima volta nel 1972 e subisce un restauro più approfondito nel 1987 – 1989 con enormi sacrifici, in tutti i sensi, sostenuti dai componenti dell’Ongia, che si autogestisce nel modo più assoluto. La "cantina" è un’edificio composto da un piano terra destinato all’attività carnevalesca ed un primo piano adibito a sala prove. I carri allegorici, che ovviamente sono ben più grandi dello spazio offerto dalla "cantina", vengono in essa scomposti in singoli pezzi (tutto deve cioè riuscire a passare attraverso lo stretto portone d’ingresso) e quindi una volta "incartati" e dipinti essi vengono trasportati per essere montati (spesso nelle ultime ore del Sabato Grasso) nei capannoni concessi ad uopo dal Comune di Muggia. Il lavoro a stretto contatto di gomito per la preparazione dei carri carnascialeschi è vissuto come un momento di aggregazione e di vita prettamente di "compagnia", si lavora nei giorni di festa e alla sera fino a tardi, ma nessuno guarda l’orologio, nessuno sbuffa, si fa quello che c’è da fare finchè tutto non è finito.
La Compagnia diventa così una delle più titolate del Carnevale Muggesano, avendone vinte molte edizioni, la banda una delle più apprezzate in campo regionale. Avendo la "Cantina" a disposizione, nasce una nuova esigenza: alcuni componenti, oltre a partecipare all’allestimento del carnevale, non sentendosi attratti dall’attività bandistica, perchè evidentemente ancora legati alle "vece cantale de osteria" decidono di ripristinarle organizzandole in forma organica, nel 1971, in un CORO MASCHILE (ora no più in attività). Il coro oltre all’attività concertistica propria ed indipendente ha svolto assieme alla banda un lavoro di ricerca e riproposizione dei reperti folcloristici locali e regionali. Tale attività ha trovato i suoi momenti di apice negli ormai tradizionali concerti del "Carnevale estivo" e di Natale. Sempre nel 1971, alla banda e al neocostituito coro, si affianca un BALLETTO originato dalla passione di un preesistente gruppo di majorettes, che accompagnava con le proprie evoluzioni la sfilata della banda. Il balletto presenta tre sezioni: MAJORETTES, FOCLORISTICO e MODERNO.
L’Ongia, vista la propria attività bandistica, corale e di balletti, nel 1979 modifica il proprio statuto passando da Compagnia Carnevalesca ONGIA e si formalizza in ASSOCIAZIONE CULTURALE COMPAGNIA BANDISTICA FOLCLORISTICA MUGGESANA "ONGIA". Un salto di qualità che tiene conto della nuova realtà e sancisce il passaggio da un’attività esclusivamente carnevalesca ad un’attività più complessa e variegata che si fa promotrice delle istanze culturali e folcloristiche di queste terre strette tra l’Istria e la Venezia Giulia.
Un gran pregio per la Compagnia (assieme alla sua Banda ed al suo storico presidente Adelio SFETEZ), che non si può tralasciare è rappresentato dal fatto di essere rispettivamente l’unica compagnia, la solo banda e l’unica persona ad aver partecipato senza interruzione di continuità a tutte le edizioni del Carnevale Muggesano, pur attraversando inevitabili momenti di disagio o di difficoltà. Infatti l’Ongia, una delle più antiche compagnie del carnevale, è destinata a durar nel tempo fedele al suo motto: " … L’Ongia più che la se taia più la se slonga …".
Tanti personaggi più meno caratteristici hanno legato la propria persona alla Compagnia dell’Ongia. Sarebbe troppo lungo elencarli tutti e si correrebbe il rischio di dimenticarne altri. Non si può però parlare dell’Ongia senza parlare di Adelio SFETEZ (Idelio – "Mercurio"), Giovanni BERTOTTI ("Pece"), Rino MARCHIO ("Masùcola"), Francesco MARCHIO (Franco "Masùcola"), Idilio FONTANOT ("Millimetro"), Innocente RUSGNAK ("Cente") e Vladimiro PAVER ("Miro Polpetta").
ADELIO SFETEZ (Idelio – "Mercurio") da sempre presidente della Compagnia è la sua anima stessa, il "Deus ex macchina", inventore ed i propositore delle varie manifestazioni o iniziative spazianti dal carnevale agli impegni bandistici, corali e del balletto. Adelio, Idelio per gli amici, titolare con la moglie Diana di un negozio di calzature è chiamato "Mercurio" per la velocità con la quale è capace di fare il giro dei locali e delle trattorie del centro storico di Muggia (non tralasciando di consumare in ognuna la sua "bireta") è il vero e l’unico regista di tutti i carnevali. L’ideatore dei carri e delle macchiette, il coreografo della sfilata. È capace di distruggere un pupazzo di cartapesta perchè non ritenuto adatto e perchè dissimile dalla sua originaria idea, già perchè l’idea del carro finito e realizzata solo nella sua mente, e Idelio a parole la trasmette agli altri componenti che fedelmente la realizzano, se ciò non dovesse accadere si rifà il tutto … . Poichè tutti sanno che le sue intuizioni e le sue ideazioni sono vincenti, nessuno protesta o si ribella, ma lavora sicuro che il prodotto finito sarà apprezzato e d’alto livello ed ... il più delle volte anche vincente. Il titolo di "Capo Compagnia" non è mai stato messo in discussione perchè la sua persona stessa rappresenta lo spirito originario dell’Ongia. La tradizione carnevalesca, ma anche quella bandistica, corale o dei balletti nonchè delle altre manifestazioni di contorno trovano in Adelio SFETEZ un geloso custode che garantisce la trasmissione alla future generazioni dell’essenza più intima di Muggia, del suo Carnevale e della Compagnia Ongia. In occasione del 35°, 40° e 50° Carnevale Muggesano del 1988, 1993 e 2003 Adelio SFETEZ, assieme alla Compagnia ONGIA, come suddetto, hanno ricevuto l’ambito riconoscimento come la sola persona e l’unica compagnia ad aver partecipato a tutte le edizioni del corso mascherato.
GIOVANNI BERTOTTI (Nino "Pece"), se Adelio SFETEZ rappresenta l’aspetto ufficiale della Compagnia, Nino "Pece" rappresenta l’anima burlona e scanzonata. Giovanni BERTOTTI, chiamato "Pece" per la sua spiccata propensione all’intensa abbronzatura (scura come il colore della "pece"), storico vicepresidente della Compagnia è l’intrattenitore principe delle serate trascorse assieme. Gran chiacchierone e dalla battuta facile, trasmette ilarità e gioia di vivere a tutti i componenti e a coloro che assistono ai cortei mascherati (è stato infatti più volte premiato per i suoi schetchs lungo il percorso carnevalesco). Per la sua parlantina spigliata è stato il "presentatore ufficiale" della Compagnia ai vari concerti, spettacoli o altre manifestazioni. Inoltre per tradizione consolidata Nino "Pece" impersona il "padre confessore" il giorno del Mercoledì delle Ceneri quando avviene il processo, la condanna, l’esecuzione capitale ed il funerale di "Re Carnevale", vera e propria rappresentazione comica di grande effetto scenografico, secondo la più genuina tradizione del Carnevale Muggesano.
Tanti sono gli aneddoti e le situazioni comiche da raccontare che questo buontempone ha inscenato, come pure i personaggi che ha rappresentato ai cortei mascherati. Ancora si ride ricordando un episodio in cui Nino e Idelio furono i protagonisti. In un carnevale degli anni ’50, per misurare l’altezza reale da terra dei fili elettrici, onde progettare l’altezza massima del carro allegorico, i due partirono dalla cantina muniti di una lunga asta a tale scopo realizzata, … "’ndemo a misurar e tornemo subito" … dissero … ma si sà come vanno a finire queste cose. Il percorso su cui si snoda la sfilata è lungo e sul tragitto si affacciano parecchie osterie e trattorie … e una sosta quà … una sosta là … bicchiere dopo bicchiere i due non è che si ricordassero proprio troppo bene cosa dovessero fare con quella lunga ed ingombrante asta, per cui la abbandonarono da qualche parte e continuarono a bere … . Gli altri componenti la compagnia, che nel frattempo stavano aspettando in cantina, non vedendoli arrivare se n’erano andati a dormire. I due eroi furono trovati alle prime luci del mattino successivo che, oltre a se stressi, stavano cercando pure l’asta in giro per Muggia … .
RINO MARCHIO (Rino "Masùcola") (06.10.1923 – 27.04.1999) entra a far parte della Compagnia nel 1955, detto "Masùcola": antico soprannome di famiglia attribuito dalla tradizione popolare già al nonno perchè usava come combustibile per cucinare e riscaldarsi la "masoca" (vocabolo usato in senso figurato nel dialetto muglisano col significato di: bulbo, tubero e in questo caso cuore della pannocchia di granturco), pratica allora molto diffusa che sicuramente non aveva nulla d’eccezionale se non per il fatto che l’avo dei Marchio era solito rifornirsi con una spropositata scorta di "masoche" … e quindi … "Masùcola". Se Adelio Sfetez inventa un carro, Rino Marchio, abile fabbro, lo realizza, poichè, per la sua esperienza maturata come fabbro nei cantieri navali, è stato "l’ingegnere carnevalesco" della Compagnia. Tale era la sua esperienza che su di Lui gravava la direzione dei lavori per l’allestimento del carro allegorico. Sue erano le ideazioni tecniche che permettevano il perfetto funzionamento dei vari meccanismi, spesso complicati sistemi di leve, sistemi basati su opportuni pesi e contropesi, che consentono i vari movimenti del carro. Bilancieri, carrucole, rotaie, piastre, tubi "Innocenti", tondini di ferro erano da sempre i suoi strumenti, oltre che di lavoro, anche di diletto e passione per il carnevale. Ogni carro, dal più piccolo al principale, era studiato da Rino affinchè avesse la consistenza strutturale necessaria ad escludere ogni più piccolo incidente o contrattempo. Inoltre Rino aveva la capacità di saper reperire, in ogni momento del giorno e della notte, qualsiasi materiale o elemento che necessitasse alla costruzione del carro. Per questo era un punto di riferimento per tutte le compagnie, ma anche per tutti gli abitanti del centro storico di Muggia, per qualsiasi problema (piccoli lavori in ferro battuto, sostituzioni di serrature o semplici manutenzioni) bastava rivolgersi a Rino per avere la soluzione, e non serviva cercarlo a lungo: spesso lo si incontrava con la sua bicicletta, preceduto dell’inconfondibile scampanellio, mentre sgattaiolava tra le vie e le calli del centro storico tra la sua officina in Rivarota, la sede dell’Ongia in calle dei Pancera, la sua residenza in largo Amulia e la sua barca ormeggiata in Mandracchio. Rino assieme al fratello FRANCESCO MARCHIO (Franco "Masùcola") già negli anni ’50 organizza il "funerale del Carnevale Muggesano (alla trattoria "Primavera" e "America"), tradizione che hanno continuato anche dopo l’ingresso nell’Ongia, tanto è vero che i due rappresentavano la moglie e l’amante del defunto "Cornelio" (ruoli evidentemente irrisori ed intercambiabili). Rino Marchio è stato anche il mazziere della Banda dell’Ongia. Rino amava esibirsi piroettando alla testa del gruppo musicale e scandendone il ritmo con le evoluzioni della sua mazza, che era stata inventata da lui stesso e realizzata con un leggero manico d’ottone, sormontato da una zucca essiccata e ricoperta di lustrini e addobbata con fiocchi e fili di stoffa multicolori. Nel corso degli anni, della banda dell’Ongia Rino Marchio è divenuto il simbolo, tanto che erroneamente taluni pensavano che il soprannome di "Masùcola" derivi da mazza e quindi "mazzuola" (ma come abbiamo visto questa interpretazione non è corretta).
Oltre ai fratelli Marchio IDILIO FONTANOT ("Millimetro") (05.05.1928 – 15.08.1986) è stato per molti anni un abilissimo "carrista" della compagnia. La sua maestria rasentava la perfezione assoluta, infatti i carri corrispondevano perfettamente all’elaborazione progettuale. Idilio era soprannominato "Millimetro" proprio per la perfezione che ricercava ed anche "pretendeva" dal resto dei componenti durante la costruzione dei vari carri allegorici.
Ricordiamo anche INNOCENTE RUSGNAK ("Cente") (23.10.1919 – 09.03.2004) oltre ad essere tra i primi fondatori della compagnia è stato per tanti anni il sarto "ufficiale" della banda ONGIA, con la quale ha anche inciso, da voce solista, la "mitica" canzonetta popolare "Siora Filippa" nel secondo disco L.P. pubblicato nel 1975.
La carrellata di "capi-storici" si conclude con VLADIMIRO PAVER ("Miro Polpetta") entra a far parte della Compagnia già nel 1954 (in occasione del I° Carnevale Muggesano) dimostrandosi da sempre valido organizzatore ed animatore del corso mascherato nonchè "macchietta" di rilievo (per anni -da quando le donne non erano ammesse al Carnevale- è stato specializzato in travestimenti femminile "de baba").
Nei primi anni ’90 assume la presidenza della Compagnia carnevalesca Ongia, mantenendola sino al 2005. Sotto la sua supervisione la compagnia ha ottenuto un nuovo impulso, e, grazie ad un fisiologico ricambio generazionale, sono stati raggiunti nuovi e prestigiosi traguardi: sia vittorie al corso mascherato e soprattutto la nuova sede di via Mazzarei 2.
Negli anni ’90 è stato socio fondatore nonché primo Presidente dell’Associazione tra le Compagnie del Carnevale Muggesano.
ALBO D’ORO Compagnia ONGIA
Anno di fondazione: 1939
53 Partecipazioni ufficiali al Carnevale Muggesano
(dati riferiti al 2006 – compresa la 53.a edizione del carnevale Muggesano)
Un grande pregio dell’Ongia è quello di essere l’UNICA COMPAGNIA e L’UNICO COMPLSSO BANDISTICO ad aver partecipato senza interruzione di continuità a tutte le edizioni del Carnevale Muggesano, ottenendo sempre ottimi piazzamenti, infatti l’ALBO D’ORO (*) della compagnia annovera ben:
2 SESTI
posti assoluti (1986 e 1993 - sotto questo piazzamento di classifica, ottenuto quando ancora le compagnie partecipanti al corso mascherato erano ben dieci, la Compagnia non è mai scesa);1 QUINTO
posto assoluto (1988);7 QUARTI
posti assoluti (1977, 1981, 1985, 1987, 1989, 1990 e 2001);12 TERZI
posti di cui 10 assoluti (1958, 1974, 1976, 1979, 1980, 1982, 1983, 1984, 1999 e 2003), 1 ex aequo con la "Scuola De Amicis" (1965) e 1 ex aequo con le "Bellezze Naturali" (1970);8 SECONDI
posti di cui 6 assoluti (1954, 1955, 1963, 1964, 1978 e 1995), 1 ex aequo con la "Fortebraccio" (1959) e 1 ex aequo con la "Brivido" (1973) e ben22 PRIMI POSTI
di cui 17 assoluti (1960, 1961, 1962, 1966, 1967, 1971, 1972, 1975, 1992, 1994, 1996, 1997, 1998, 2000, 2002, 2005 ,2006 e 2007) e 4 ex aequo con la "Brivido" (1956, 1957, 1968 e 1969).
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Altri riconoscimenti "speciali": |
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3 OSCAR "CARRI": |
1997, 1999 e 2006 |
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4 OSCAR "BRIO": |
1994, 1995, 1997 e 1998 |
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7 OSCAR "COSTUMI": |
1992, 1996, 1997, 1998, 2000, 2002 e 2006 |
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7 OSCAR "REGIA": |
1992, 1994, 1996, 1997, 1998, 2000 e 2005 |
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5 "MASCHERA D’ORO": |
1987 "Oasi Merlin", 1994 "Mary Pope", 1996 "John Waine – Ombre Rosse, 2000 "Gruppo Aria" e 2001 "Muppet Show" |
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1 PREMIO "BARISON" PER BANDA: |
1994 Banda Ongia "Le Nuvole" |
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4 "RE CARNEVALE": |
1995 e 1996: Livio Frausin "Pope", 2001: Livia Bacchelli e 2002: Gerry Bussi |
Nel corso del precedenti 53 edizioni del Carnevale Muggesano i componenti della Compagnia ONGIA hanno confezionato 8.665 diversi costumi e 2.055 divise per la banda. Complessivamente quindi sono state realizzate ben 10.720 creazioni costumistiche
(*) Da notare che nel 1991 il trofeo non è stato assegnato (essendosi svolta una sfilata per soli gruppi mascherati e senza i grandi carri allegorici), mentre nel 2004, causa ripetute avverse condizioni climatiche, dopo ben tre rinvii, è stato deciso di sospendere definitivamente il corso mascherato e di rimandarlo all’anno successivo.